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Articolo American Journal of Clinical Dermatology

Come funziona il nostro sistema immunitario, come riparare disequilibri e come combattere le allergie e dermatite atopica
jana
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Articolo American Journal of Clinical Dermatology

Messaggioda jana » 15/11/2011, 16:04

American Journal of Clinical Dermatology:
2004 - Volume 5 - Issue 5 - pp 281-294
Leading Article
The Potential Role of Allergen-Specific Sublingual Immunotherapy in Atopic Dermatitis
Mastrandrea, Fulvio

Abstract

Atopic dermatitis is a chronic inflammatory skin disease associated with increasing prevalence, morbidity, and cost in developed Western countries. Frequently associated with respiratory allergy during adulthood, atopic dermatitis often represents the first phenotypic appearance of atopy in early childhood when the allergic 'march' starts and progressively moves toward food allergy, asthma, and rhinitis.

At present, a consistent body of evidence supports the view that atopic dermatitis may represent the skin compartmentalization of a systemic allergic inflammation. Lymphocytes infiltrating early lesional skin express a T helper (Th) 2 pattern of cytokine secretion (increased levels of interleukin [IL]-4 and/or IL-13 and decreased levels of interferon-γ) as well as the typical Th2-type chemokine receptor CCR4, specific to the thymus and activation-regulated chemokines. Keratinocytes from patients with atopic dermatitis produce thymic stromal lymphopoietin, a novel cytokine that supports the early lymphocyte development in mouse models, and activates dendritic cells involved in the pathogenesis of allergic diseases in humans. Increased levels of circulating hemopoietic precursor cells have been reported in atopic dermatitis, as in allergic asthma and rhinitis. Furthermore, the recognition of CD34+ hemopoietic precursor cells, and evidence for cellular differentiation/maturational events occurring within atopic dermatitis skin lesion infiltrates, are consistent with the recent reinterpretation of the Th2/Th1 paradigm, where Th2 cells appear to belong to the early stages and Th1 to the ultimate stages of a linear, rather than divergent, pattern of lymphoid differentiation.

This more detailed understanding of the immunologic derangements contributing to the atopic dermatitis pathogenesis has led to growing interest in allergen-specific immunotherapy for the disease. Due to the complexity intrinsic to atopic dermatitis and the lack of consensus-based guidelines for standardized outcome measure, only eight studies are available in the literature for a qualitative evaluation of this treatment approach. Two of these studies were double blind and placebo controlled, and six were cohort studies. Immunotherapy was found to be effective in one controlled study and five observational reports. Uncertain results were provided by one low-powered, controlled study, and negative outcomes were raised by a unique study performed with oral immunotherapy, which is not an effective route of mucosal allergen administration.

Thus, more efficacy studies are required before immunotherapy could be recommended for the routine treatment of atopic dermatitis. Allergen-specific sublingual immunotherapy, given its excellent safety profile and ability to interfere with the systemic aspects of allergic inflammation, appears a good potential candidate for the pathogenetic treatment of the disease.

Copyright 2004 Adis Data Information BV

Traduzione dei mitici acicca :)
Una traduzione indicativa può essere questa:

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle la cui incidenza, gravità e costo sociale sta aumentando nel mondo occidentale.
Frequentemente associata ad allergie respiratorie in età adulta, la DA rappresenta spesso la prima apparizione di atopia nella prima infanzia quando la “marcia” allergica inizia e porta progressivamente verso allergie, asma, e rinite.
Attualmente, esistono evidenze fondate che supportano l’ipotesi che la DA rappresenti la focalizzazione sulla pelle di una infiammazione sistemica cronica. I linfociti quando raggiungono le nuove lesioni della pelle producono citochine alla maniera delle cellule Th2 ( aumentati livelli di interleuchina 4 e/o 13 e ridotti livelli di interferone-y) e recettori di chemochine CCR4 tipici delle cellule Th2 ( che riconoscono solo le TARC : chemochina del timo, regolante l'attivazione).
I cheratinociti (cellule dell’epidermide che producono cheratina) di pazienti con DA producono linfopoietina timica stromale (TSLP), una nuova citochina che supporta lo sviluppo iniziale dei linfociti nei topi (utilizzati negli studi), e attiva le cellule dendritiche coinvolte nella nascita di malattie allergiche negli uomini. Sia nella DA che nell’asma e rinite sono stati registrati aumentati livelli di cellule precursori emopoietiche circolanti.
Inoltre l’identificazione di cellule precursori emopoietiche CD34+ e la maturazione/differenziazione delle cellule infiltrate nelle lesioni della pelle in pazienti con DA sono in linea con le recenti reinterpretazioni del paradigma Th2/Th1. Secondo queste le cellule Th2 sembrano appartenere allo stadio iniziale e le Th1 a quello finale di un processo lineare ,e non divergente, di maturazione dei linfociti.
Questa più dettagliata comprensione del disordine immunologico che contribuisce alla origine della DA ha portato ad un crescente interesse per le immunoterapie allergene-specifiche per il trattamento della malattia. In virtù della complessità intrinseca della DA e della mancanza di linee guida condivise per una analisi standardizzata dei risultati, solo otto studi sono disponibili in letteratura per una valutazione qualitativa di questo trattamento. Due DBPC ( dove ne i pazienti ne i medici sanno se la sostanza somministrata è il placebo o la medicina; credo ndt.) e sei basati sulla sola osservazione degli effetti. Uno del primo tipo e cinque del secondo hanno dato risultati favorevoli. Uno ha dato risultati incerti legati al basso livello dello studio stesso . L’unico studio che ha dato risultati negativi è stato invalidato dal fatto che la somministrazione della medicina è stata fatta per bocca, metodologia considerata inefficace.
Nonostante ciò, sono richiesti studi più mirati prima che la immunoterapia possa essere raccomandata per il trattamento di routine della DA. La immunoterapia sublinguale allergene-specifica, data la sua sicurezza e capacità di interferire con gli aspetti sistemici dell’infiammazione allergica, sembra essere una potenziale ottima candidata per il trattamento patogenetico (delle modalità con cui ha origine la malattia) della DA.

Nel cercare i significati degli astrusi termini medici riportati nella traduzione mi sono imbattuto in questo articolo:

Allergie e asma si verificano spesso insieme. Gli studi mostrano che il 50-70% dei bambini con gravi problemi di allergia alla pelle, la dermatite atopica, possono in seguito sviluppare l’asma. E’ quella che con termine medico viene definita come marcia atopica, ovvero il progressivo sensibilizzarsi di diversi organi alle forme allergiche. Un’equipe della Washington University School of Medicine ha dimostrato che, in esperimenti compiuti su topi, una sostanza prodotta dalla pelle danneggiata ha innescato i sintomi dell’asma.
La stessa sostanza, chiamata linfopoietina timica stromale è risultata presente anche nei polmoni di pazienti asmatici.
I ricercatori hanno studiato topi allevati con un difetto genetico che li ha fatti contrarre un’affezione simile all’eczema dell’uomo, scoprendo che la pelle malata produceva la linfopoietina timica stromale la cui funzione potrebbe essere quella di indicare all’organismo che la barriera protettiva non ha funzionato.
Un test sui polmoni dei topi ha poi riscontrato come questi organi rispondano alla sostanza con le stesse modalità con cui agiscono in presenza di un’affezione asmatica: secrezioni mucose, contrazione muscolare delle vie aeree e proliferazione dei globuli bianchi.
Un test su topi non modificati per contrarre l’eczema ha rilevato che, con l’introduzione di linfopoietina timica stromale, questi sviluppavano una forma asmatica, dando così la possibilità agli studiosi di individuare questa sostanza come la responsabile dell’incorrere dell’asma.
Dunque il trattamento precoce della eruzioni cutanee sulla pelle per impedirne la produzione potrebbero contribuire a frenare lo sviluppo dell’asma nei giovani pazienti affetti da eczema, così come i farmaci che bloccano la produzione di linfopoietina timica stromale potrebbero evitare lo sviluppo dell’asma anche nel caso che questa non sia strettamente correlata allo sviluppo dell’eczema.

Poveri topi!!
di seguito il link
http://www.stetoscopio.net/allergie/mar ... -le-cause/

ciao
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